Ahcell — sfere per linee dal 1995
In cleanroom il rischio non è solo il carico: sono le particelle, i segni sulle superfici e le cariche elettrostatiche. Il rullo sferico giusto riduce attrito e contaminazione senza compromettere la movimentazione.
L'attrito tra sfera e sede produce usura: preferite sfere e sedi in acciaio 304 lucidato per camere ISO 7–8, e nylon dove il contatto con wafer o PCB richiede non marcante. Evitate grassi aperti che trattengono particelle; lubrificazioni sigillate o a secco vanno concordate in base al numero di cicli. Un passo delle sfere più fitto distribuisce il carico e riduce la pressione di contatto.
Per componenti sensibili è essenziale un percorso di scarica continuo tra contenitore, sfera e telaio. Verificate la continuità elettrica del montaggio a flangia e collegate il telaio a terra. Le sfere in nylon eliminano i segni su pannelli e wafer ma non conducono: in questi casi la scelta va fatta tra protezione superficiale ed ESD, valutando il rischio reale del processo.
Montaggi a flangia 4 fori con viti a testa piana riducono sporgenze e zone di accumulo polvere. Programmata la pulizia con panni compatibili, evitate getti che spingono particelle nelle sedi. Teniamo a stock le serie compatte e forniamo sfere di ricambio per sostituzioni rapide senza smontare il deck, limitando l'apertura della camera e i fermi impianto.
Acciaio 304 lucidato con sede precisa e lubrificazione sigillata riduce l'usura; il nylon va valutato per il non marcante.
No, sono isolanti: per l'ESD serve un percorso conduttivo tra sfera, supporto e telaio messo a terra.
Montaggio a flangia con viti piane, passi ampi per la pulizia e nessun grasso esposto che trattenga particelle.
Descrivi il problema: blocco, rumore, usura rapida o carico superiore al previsto. Indicaci diametro sfera, tipo di montaggio e ambiente; il nostro team tecnico propone la variante adatta, con tempi di consegna dal magazzino quando il codice è disponibile.
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